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mercoledì 15 aprile 2020

Alimentazione: il lievito madre

In tempi di lockdown molti preferiscono fare il pane fatto in casa, ma il lievito di birra è introvabile! Qui vi spiego come realizzare il lievito madre.
Mescolate 100 grammi di farina integrale, 125 ml di acqua tiepida (meglio liscia in bottiglia perchè quella del rubinetto ha il cloro e potrebbe inibire la fermentazione), 1 cucchiaino di yogurt bianco non zuccherato, 1 cucchiaino di miele, 1 cucchiaino di semi di cumino o anice o finocchio che favoriscono la fermentazione.  Questo lievito madre deve essere preparato 2-3 giorni prima della panificazione e conservato in luogo caldo e riparato, protetto dall'essiccazione. Va bene una ciotola coperta con un telo, che si dovrà mantenere umido.  Dopo 2-3 giorni si noteranno delle screpolature e bollicine sulla superficie dell'impasto, segno che il lievito madre è pronto. Deve avere un odore leggermente acidulo.
Questo lievito va aggiunto agli ingredienti per fare il pane, ad esempio per 1,5 kg di pane occorrono 1 kg di farina, 600 ml di acqua, 30 gr si sale, 1 tazzina di olio extravergine di oliva, 1 cucchiaino di miele.
Sciogliete il lievito in poca acqua tiepida, aggiungete olio, miele e poi farina, lasciate lievitare tutta la notte coperto con un panno umido. La mattina impastate di nuovo per almeno 15 minuti e   aggiungete il sale ed eventuali altri ingredienti come semi di zucca, girasole.Riporre in una ciotola coperta con il panno e lasciar lievitare nuovamente per circa 3 ore. Impastare qualche minuto e dare la forma scelta facendo dei tagli sulla superficie. Ricordarsi di staccare un pugno di pasta acida da conservare in frigo in un barattolo per la panificazione successiva (dopo 1 settimana). Infornate a 220 °C per il primo quarto d'ora e poi a 180 °C per circa mezz'ora.
Il vostro pane a lievitazione naturale è pronto per essere gustato!
                                                                                                                                                                                                                             
                                                    

mercoledì 25 marzo 2015

Alimentazione: riso....bianco o colorato?

Se siete degli amanti del riso come me allora saprete che ne esistono moltissime varietà.  Partiamo dal colore: se pensate che il riso sia solo quello bianco vi sbagliate, anzi, la bellezza e la varietà delle sue sfumature di gusto vanno di pari passo con la varietà del suo colore.
Basmati: ovvero "regina di fragranza", caratterizzato da chicchi lucidi e affusolati. Originario delle fredde regioni himalayane e delle zone più a nord dell'India e del Pakistan, ha un profumo intenso che richiama il legno di sandalo. Si cuoce a vapore ed è indicato per accompagnare carne e pesce al posto del pane. E' il mio preferito.
Long & Wild: è un mix di riso a grani lunghi )superfino, thaibonnet, parboiled) e di riso selvaggio dai chicchi scuri. Si usa con la selvaggina o gli spezzatini. Ottimo anche da solo.
Nerone: originario della Cina, ma è coltivato anche in Italia. E' un riso integrale quindi ha un buon contenuto di proteine e di sali minerali. Gratifica oltre al palato anche la vista per i suoi chicchi scuri come l'ebano. E' molto aromatico e si accompagna bene al pesce e ai crostacei.
Thai: dal profumo molto intenso che si sparge subito per la cucina. Perfetto da solo, condito semplicemente con spezie e aromi ed un filo d'olio extra vergine d'oliva a crudo. Cercatelo biologico.
Rosso: è un riso integrale dal chicco allungato, di colore rossiccio e dall'aroma intenso, con sentori che ricordano le nocciole.Non arriva dall'Oriente, ma dalle zone paludose della Camargue, in Francia. Ricco di fibre e antiossidanti. Si accompagna bene con i legumi ed è molto digeribile.
In Italia si coltivano quattro tipi di riso, ciascuno comprende tante varietà: Comune, Semifino, Fino e Superfino.
Il consiglio: cercatelo integrale e biologico.
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